Cammino in preparazione al Sacramento della Riconciliazione



I. Come viene chiamato questo sacramento?

1423È chiamato sacramento della Conversione poiché realizza sacramentalmente l’appello di Gesù alla conversione,4 il cammino di ritorno al Padre5 da cui ci si è allontanati con il peccato.

È chiamato sacramento della Penitenza poiché consacra un cammino personale ed ecclesiale di conversione, di pentimento e di soddisfazione del cristiano peccatore.

1424 È chiamato sacramento della Confessione poiché l’accusa, la confessione dei peccati davanti al sacerdote è un elemento essenziale di questo sacramento. In un senso profondo esso è anche una « confessione », riconoscimento e lode della santità di Dio e della sua misericordia verso l’uomo peccatore.

È chiamato sacramento del Perdono poiché, attraverso l’assoluzione sacramentale del sacerdote, Dio accorda al penitente « il perdono e la pace ».6

È chiamato sacramento della Riconciliazione perché dona al peccatore l’amore di Dio che riconcilia: « Lasciatevi riconciliare con Dio » (2 Cor 5,20). Colui che vive dell’amore misericordioso di Dio è pronto a rispondere all’invito del Signore: « Va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello » (Mt 5,24)

Il viaggio del perdono – 28 febbraio 2026

Come un viaggio, fatto di passi, soste e sorprese è trascorsa la giornata di ritiro alla scoperta del dono del perdono.

I bambini sono arrivati curiosi all’appuntamento in chiesa e, da lì, interpretando il primo indizio e osservando alcuni particolari all’interno dell’edificio, hanno ricevuto via via tutte le indicazioni per raggiungere le varie tappe del nostro viaggio. La prima importante tappa è stata un insolito “tesoro”: delle scatole con il nome di ciascun bambino che, nel corso della giornata, si sono simbolicamente trasformate in “mattoni”.

Durante gli incontri di catechismo abbiamo infatti compreso che i peccati sono proprio come mattoni: dividono, innalzano muri e creano distanze. Solo attraverso il perdono e il riconoscimento dei propri errori quel muro può essere abbattuto. Ai bambini è stato quindi proposto un momento di riflessione personale, accolto con grande serietà: ognuno ha pensato a una propria mancanza che desidera affidare al perdono di Gesù, scrivendola e sigillandola dentro il proprio mattone.

In ogni viaggio che si rispetti non sono mancati momenti di svago, quelli del gioco libero. Ed è stato proprio lì che è emersa con naturalezza la coesione del gruppo: i bambini hanno dimostrato di saper stare insieme, nessuno è stato escluso e le regole sono nate spontaneamente dalla condivisione. Il gioco è diventato così uno spazio di amicizia e di comunione. Abbiamo vissuto anche altri momenti di vita comunitaria: il pranzo condiviso, i giochi, la visione di un corto intitolato “Il coraggio di saper perdonare” e infine la preparazione del proprio mattone, poi portato in chiesa per la celebrazione, il momento centrale e più atteso.

È stato molto emozionante fin dall’inizio, quando Elia ha chiesto di essere ammesso al cammino di catecumenato per ricevere il Battesimo, sostenuto dai suoi genitori, dai compagni di catechismo e dalla comunità presente. I bambini sono stati attenti, coinvolti e partecipi. Il muro di “mattoni” da loro costruito veniva poco alla volta abbattuto durante le confessioni, lasciando intravedere un crocifisso: segno che Gesù è sempre lì, pronto ad accogliere e a perdonare. Ognuno ha poi acceso un lumino, gesto che ha richiamato il significato della canzone intonata e mimata al termine della celebrazione: “Guarda più su, guarda a Gesù e la sua mano ti tira su!”. Fra Francesco ha quindi consegnato a ciascuno una collana con il Tau, da indossare il giorno della Prima Comunione: segno dell’amore più grande di Gesù, che ha donato la sua vita per noi e non si stanca mai di perdonarci.

È arrivato infine il momento della festa insieme a genitori e parenti: una tavola imbandita di dolci e manicaretti ha creato un clima conviviale e gioioso, mantenendo vivo l’entusiasmo di proseguire con determinazione ed emozione questo viaggio che ci insegna a navigare con Gesù.